Jaquotot

L’Arte su Porcellana

A chi ama la porcellana e trova momenti di gioia nel ammirare, dipinta su questo medium, una stupenda interpretazione allegorica che personifica la graziosità, la bellezza e l’amabilità, è opportuno che sia informato dell’esistenza di questa straordinaria versione delle tre Grazie, rimasta fino a una decina di anni fa sconosciuta nel mondo dell’arte della porcellana.
Dipinta da mano geniale questa opera possiede caratteristiche che non si può giudicarla come una delle tante copie su porcellana di opere di celebri d’artisti che si trovavano in musei o collezioni reali. Istituzioni queste che trovarono consenso a tramandare nel futuro, nella permanente freschezza dei colori a smalto, copie di capolavori che con il tempo assumono un deplorevole aspetto inevitabile e irreparabile. In generale la realizzazione pittorica su porcellana diventa un ramo speciale che richiede virtuosità ed esperienza da parte dell’artista come anche dalla manifattura una capace produzione con efficienti fornaci.
Sempre più esigenti motivi decorativi da dipingere, portarono al successo di piccole e grandi fabbriche, grazie alla collaborazione con artisti che eseguirono, su oggetti fabbricati in qualsiasi forma, bellissimi lavori che oggi ancora suscitano meraviglia. Creazioni con alti costi di produzione dovute a minuziosi e meticolosi lavori di pittura e necessarie ripetute bruciature degli oggetti che diventano ideali simboli di prestigio politico, e un sempre gradito omaggio o regalo per case reali e una altolocata clientela aristocratica.

Da cifre registrate dalla fabbrica di Sèvres, che usava protocollare ogni produzione, dalla commissione fino alla consegna, si possono verificare i prezzi che nel primo trentennio del 1800 lo stabilimento domandava per la merce fabbricata. A conoscenza delle fasi di lavoro che richiede la fabbricazione decorata di certi oggetti, i prezzi sembrano adeguati. Una tazza con il ritratto dell’imperatrice Marie Louise costa 192 franchi. Il servizio “Peines et Plaisirs de l’amour”, oggi nel museo Dobrée di Parigi, con soggetti ricchi di figure su tutti i grandi pezzi del “dèjeuner”, fu comandato da Luigi XVIII e fabbricato negli anni 1816 e 1817 costò 17’100 franchi. Un ritratto di Napoleone, 11,5 x 15,5 cm, sarebbe stato venduto per 20’000 franchi. L’effige del re Luigi XVIII nel formato di 8,3 x 12,5 cm, è costato 1’200 franchi.

Anche le copie di quadri famosi su porcellana diventano costose. La “Bella giardiniera” di Raffaello eseguita per il re Luigi XVIII su una lastra di 26 x 36 cm, viene a costare 20’000 franchi. La versione in cm 40 x 56 su porcellana di «Amore e Psiche» di Gérard 18’000 franchi. Una cifra non molto inferiore ai 22’100 franchi che il Louvre pagò per la tela originale dell’artista. In cronache parigine vien riferito che Jaquotot domandava 90’000 franchi per la copia di una “Sacra Famiglia” di Raffaello.

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Come paragone ecco alcuni prezzi in quell’epoca della vita parigina: Per l’affitto annuo di un bell’appartamento in zona centrale si domandano 6000 franchi. Il salario mensile per un domestico è risarcito con 20 franchi, più o meno il prezzo di un “Diner” nel noto ristorante d’allora “Chez Very”. 2 franchi è la tariffa da pagare per il tragitto con il fiacre da una parte all’altra della città.

A Parigi, alla fine del 1700 al principio del 1800 la manifattura di Sèvres e quella di Dihl e Guérard, sempre intenzionati a superare i fabbricati della Germania con nuovi colori e ricche decorazioni floreali e figurative, ebbero  successo collaborando con personalità già affermate come pittori miniaturisti. Citiamo solo pochi fra i tanti nomi quelli di Isabey, Girodet, LeGuay, Constantin, Swebach, Lebel, e tra le pittrici femminili quelli di Laurent, Jaquotot, Girard, Chavassien.
In quegli anni la pittura su porcellana raggiunse un livello artistico da allora rimasto insuperabile, come dimostrano i prestigiosi prodotti di Sèvres, decorati da  Marie-Victoire Jaquotot ed anche da LeGuai suo maestro e marito, che sono oggi conservati nel museo della fabbrica e in altri musei di Parigi e all’estero.
Con la sua arte, Jaquotot ha molto successo ma sopratutto anche per il suo grandissimo talento di copiare opere di Raffaello che a termine, talvolta con miglioramenti, si ripresentano in uguale grazia e fattezza ma liberati dal velo delle vecchie vernici, ciò che il contemporaneo rinomato pittore Constantin non usava fare. Certamente altre manifatture europee con propri artisti hanno avuto meritevoli apprezzamenti ed il loro posto nella storia della porcellana occidentale è anche da rispettare.

Riguardo questa versione delle tre Grazie di Jaquotot, è da ritenere che non fu comandata da chi possedeva il Raffaello, perché una copia da lei eseguita sarebbe costata più dell’originale, che allora fu pagato da Woodburn solamente 4000 franchi, dal fatto che opere italiane in tempi di dopoguerra si potevano facilmente acquistare a prezzi convenienti. Di certo l’artista la eseguì non con lo scopo di venderla, siccome non risulta negli elenchi dei lavori che esponeva a Parigi e che offriva nei suoi viaggi in Germania e in Italia. Il motivo dunque, perché una tale magnifica Allegoria, creata per essere ammirata, fu tenuta lontana dal pubblico, è dovuto a ragioni particolari forse personali di Jaquotot, che ancora rimangono sconosciute.
Che questo sia chiarito o no, nulla toglie al suo alto valore artistico e allegorico che rimane singolare e unico al mondo.

 

 

 

Credits:

Napoleon: Marie-Victoire Jaquotot [Public domain], via Wikimedia Commons, https://commons.wikimedia.org/wiki/File%3ANapoleon_Groot.jpg

Amor & Psyche: François Gérard [Public domain], via Wikimedia Commons, https://commons.wikimedia.org/wiki/File%3AGerard_FrancoisPascalSimon-Cupid_Psyche_end.jpg

La belle gardinière: Raphael [Public domain], via Wikimedia Commons: https://en.m.wikipedia.org/wiki/La_belle_jardinière