
Con la mano virtuosa che richiede il lavorare in miniatura, Marie-Victoire Jaquotot dipinge e modifica in straordinaria finissima esecuzione, l’addobbamento delle Grazie.
Anche loro, come nel Raffaello, sono adornate con gioielli offerti dal mare, proave elemento della vita, ma invece di rossi coralli portano collane di candescenti perle, da millenni simbolo di amore, fortuna e prosperità. La bellezza sferica della perla, nata dalla creativa forza della natura anche in belle e bizarre forme, ancora oggi viene ritenuta come il più misterioso e femminile dei gioielli. Un gioiello anche preferito dalla pittrice che in alcuni suoi autoritratti si presenta con molte di queste collane.
Che l’azzurro del cielo è attenuato da strati nuvolosi, e che il frutto nelle mani non è rosso ma ha il colore dell’ oro è palese, ma può essere interessante descrivere altri dettagli ideati dall’artista.
A destra sul bordo del prato, è dipinto un masso roccioso, non bene appariscente nel quadro di Raffaello, ma che si trova in molte pitture murali delle Tre Grazie a Pompei, e forse ha un senso simbolico ancora da definire.

In basso a sinistra in primo piano, il quasi secco ciuffo d’erba si rinverdisce ed è accompagnato da una piantina. Non solo per abbellire il decoro, ma dipinta di proposto in allusione alla tanta naturale beltà femminile delle tre Grazie. È la centella asiatica (Hydrocotyla). Un’erba dalla quale da tempi arcaici si ricava un estratto a scopo medicamentoso efficace nella Phytoterapia per curare malattie cutanee, cellulitis e altre indisposizioni e naturalmente indispensabile nella cura della bellezza femminile.
Breve cronica di Marie-Victoire Jaquotot
1795
All’età di 18 anni pare che abbia esposto lavori di disegno al Salone de Parigi.
1798
Impara la pittura su porcellana nella manufattura Dihl & Guérhard dove Jean Etienne LeGuay è direttore.
1801
È pittrice di decori su porcellana a Sèvres e anche “artiste consultant”. A.Brongniart è direttore della fabbrica che nel 1802 sotto l’ amministrazione di D.V. Denon inizia la produzione di forme e decoro in stile impero.
1805
Si sposa con J.E. LeGuay ed abita al numero 48, Rue de Bondy. Come artista lavora conservando il nome Jaquotot.
1807
Si separa da LeGuay e mantiene l’indirizzo. Espone lavori su porcellana con il suo nome. Lavora saltuariamente per la manufattura Dihl. (con il divorzio che avviene nel 1810 potrà piu tardi sposarsi una seconda volta).
1808
Decora il famoso “regalo per la pace di Tilsitt” ordinato da Napoleone e viene onorata con una medaglia d’oro.
1810
Esegue a Sèvres insieme con LeGuay molte ordinazioni richieste dalla casa imperiale. L’arte su porcellana è molto estimata e trova anche consenso per riprodurre in questa tecnica opere d’arte minacciate da irreparabili danni. Il futuro re Luigi di Baviera incarica la fabbrica Nymphenburg, di copiare su porcellana opere della galleria reale.
1813-1814
Esegue un ritratto di Napoleone. Lavora a Sèvres con successo e continuamente anche durante la Restaurazione. Broignart dirige ancora la.fabbrica.
1816
Riceve da Luigi XVIII per la prima volta il titolo prestigioso di “Peintre sur porcelaine du roi”. Fonda una scuola di pittura su porcellana.
1821
Copia “Amor e Psiche” di F. Gérard (la piastra di 56 x 43 cm è oggi nel Musèe des Ceramique, Sèvres).
1823
Riceve di continuo ordinazioni dalla casa reale di Luigi XVIII. Il ritratto del re eseguito su porcellana è al Louvre.
1825
Abita al no. 14, Rue Jacob. Riceve nell’atelier visite di persone altolocate, regnanti fra altri il re del Würtenburg.
1827
Abitazione, atelier e scuola sono ora al numero 5 di Quai Voltaire, l’appartamento abitato prima da D.V.Denon.
1830
Re Carlo X sostituisce Luigi XVIII. Con il cambio di governo vengono sospese le ordinazioni dalla casa reale.
1832
Fa un viaggio in Germania dove a Baden mostra in una esposizione i suoi lavori.
1837
Intraprende viaggi in Germania e anche in Italia dove espone opere da vendere, delle quali esiste un elenco. Da Firenze che è minacciata dal colera e con soggiorni in Emilia, Lombardia e Piemonten ritorna in Francia.
1838
È di nuovo in Italia su incarico di Brongniart per eseguire la copia della “Santa Agnese” di Raffaello, che servirà alla sostituzione dell’ opera originale che fu confiscata dai francesi e poi ritornata in possesso dell’ Italia.
1840
Lavora sempre a Parigi e abita 4 anni al numero 91, Rue de Sèvres e piu tardi al no. 20, Rue Louis LeGrand.
1852
Decide di traslocare a Toulouse, al numero 38, Rue Bachelier, dove risiede fino alla sua morte avvenuta nel 1855.
Letteratura riguardante M.V. Jaquotots esclusi note Enciclopedie:
Articolo in “antiquitäten zeitung” Nr. 6, 1981. Articolo di R. Rückert in “Weltkunst” 1985, München, e la pubicazione nel 2002 della Sociéteé de l’Histoire de l’Art français: Marie-Victoire Jaquotot, Peintre sur porcelaine, par Anne Lajoix. ISBN : 2-9523522-16
Bildnachweis:
Centella asiatica: By Funaki (Self-photographed) [Public domain], via Wikimedia Commons, https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/db/CentellaAsiatica.jpg