
Le “tre Grazie” e il “sogno del cavaliere”, dipinte in forma di dittico, forse per il fronte di una cassapanca, furono commissionate dai familiari in occasione della festa della confirmazione di Scipione di Tommaso di Borghese (1493-1563). Un regalo come esortazione ad affrontare ed a scegliere la giusta vita coronata da successo. Le due tavolette in uguali misure di 17,6 x 17,8 cm, dipinte nel 1504 durante suo soggiorno fiorentino, sono le uniche opere a carattere non religioso eseguite da Rafael prima del 1508.
ll tema iconografico del Sogno è estratto da “Punica, 15. libro”, la versione poetica di Silius Italicus, ritovata da Bracciolini nel 1417, di carattere moraleggiante e filosofico particolarmente adatto all’ambiente culturale del’inizio del ‘500. Al giovane condottiere dormente Scipio Africanus, appaiono in sogno due figure femminili, una con spada e libro, e l’altra con splendidi fiori. A sinistra Minerva, a simbolo dell’impervio cammino che conduce alla conoscenza della Virtù, ed a destra, simboleggiata da Venere, la via più facile verso pericolosi piaceri della vita. Libro, spada e fiori stanno a simbolo per Saggezza, Potere, Bellezza.
Da Esiodo, (Teogonia, 905) viene tramandato il tema della “gratitudine” che inspirò Rafael a creare nel rinascimento una sua interpretazione. Il tema che anche Seneca in “de Beneficis” descrive come la ideale allegoria del dono nelle sue tre fasi: Dare, Ricevere, Contraccambiare. In questo senso è l’allegoria maggiormente più diffusa di quella che interpreta la Graziosità, Bellezza, Amabilità.
Le due opere, accompagnandosi, sono dall’inizio citate in documenti e sempre anche in successivi inventari della collezione, che viene continuamente ampliata nella celebre Villa Borghese a Roma. Nel 1693 “le tre Grazie” vengono segnate con il numero 68 ed “il Sogno”con il 69 . Nel 1791, le due allegorie si trovano ancora unite nella raccolta ed insieme ad altre opere entrambe sono messe in vendita.
Il “Sogno”, comperato da W.Ottley, è portato in Inghilterra mentre 7 anni dopo il dipinto delle “tre grazie”, ancora documentato nell’inventario del 1798 di Villa Borghese, viene acquistato dal francese Henri Reboul e resta in sua proprietà a Parigi, per poi essere comperato nel 1822 dal commerciante londinese d’arte Woodburn. In Inghilterra, le “tre Grazie” aquistate da “Sir” Thomas Lawrence, che deteneva anche “Il sogno”, passano successivamente nella collezione di Lord Ward e fino al 1885 in quella di Lord Dudley, dalla quale negoziata con la somma di 25’000 Lire Sterling entra definitivamente nella collezione d’arte del Duca d’Aumale che dopo il suo rientro dall’esilio resterà per sempre a Chantilly.
Breve cronica delle allegorie «Le tre Grazie» ed «Il sogno del cavaliere» (i nomi abbreviati con «3G» e con «S».)
1504
«3G» e «S» fanno parte del gruppo di opere d’arte di Rafael da cui si origina e sviluppa la famosa collezione Borghese. I due dipinti sono citati in cronache prima del 1633 (2).
1650
«3G» e «S» sono notati nei documenti della raccolta che trasloca a Roma nella Villa Borghese (1) dove viene continuamente ampliata. «3G» con «S» sono dal 1682 annotate negli Inventari (2). Grande rinomanza come collezionista d’arte e mecenate raggiunge Scipione Caffarelli Borghese (1614-1694), cardinale e nipote di Papa Paolo V Borghese.
1693
«3G» e «S» vengono contrassegnati con i numeri 68 e 69 ed iscritti nell’Inventario della collezione (2).
1791
«3G» e «S» ancora insieme inventariati, fanno parte delle opere d’arte destinate a progettate vendite. «S» è acquistato da W.Y. Ottley, incisore, collezionista di disegni e commerciante d’arte, e viene portato in Inghilterra. Ottley di nuovo in Italia dal 1793 al 1800, fa acquisti ancora dai Borghese e anche nelle collezioni Colonna e Corsini (6).
1798
«3G», da 7 anni separate da «S» sono ancora documentate nell’Inventario della collezione Borghese (2).
1800
«3G» vengono comperate dal francese Henri Reboul, agente generale di finanza, che le porta a Parigi(4). Per studi sono in Italia gli artisti J.L.David e J.B.J.Wicar che insieme realizzano più di 800 disegni e copie di lavori di grandi maestri. Fra i tanti disegni di Raffaello e scolari che copiarono, non si trova alcun schizzo o studio che tratta il tema delle grazie.
1802
J.B.J. Wicar e D.V. Denon, sono in Italia su incarico di Bonaparte per selezionare opere destinate al Musée Napoleon.
1811
«S» è venduto da Ottley per 9970 F (8). Passa in diverse collezioni e oggi si trova nella galleria nazionale di Londra(6).
1816
S. Woodburn, mercante d’arte londinese, è attivo anche a Parigi nel commercio di stampe e disegni di grandi maestri. Aquistando grandi collezioni (p.e.Paignon Dijonval) soddisfa le richieste di opere d’arte di noti collezionisti inglesi (6).
1822
Woodburn compera «3G» per 4000 F (5) dopo che la Signora Reboul aveva cercato invano, tramite Denon, Ex direttore del Louvre, di vendere le «3G» al Museo. (Ch.Ponsonailhe in Compte-rendu della Soc. des Beaux Arts, Paris 1897).
1825
«3G» sono vendute da Woodburn al pittore Thomas Lawrence (6), il quale fra altro è in possesso della più vasta collezione in Europa di disegni originali di grandi e noti artisti(3 ). Siccome in quel tempo anche «S» era nella raccolta di “Sir” T. Lawrence, fu così che dopo 25 anni le due allegorie di Rafael si trovarono per un breve periodo riunite.
1831
«3G» ritornano in potere di Woodburn, che le ha comperate nella liquidazione dei beni di Sir Lawrence in seguito alla sua morte.
1832
«3G» sono ora presso Lord Ward, Earl of Dudley, la cui collezione passa nell mani di suo figlio Lord Dudley.
1833
«3G» sono esaminate da Passavant, studioso dell’arte di Raffaello, che visita a Londra la collezione di Lord Dudley (4).
1856
«3G» sono presso il commerciante d’arte londinese Munro e vengono esaminate dallo storico d’arte Waagen (7).
1857
«3G» vengono esposte alla mostra “Art Treasures of the United Kingdom collected at Manchester” (3).
1868
«3G» sempre ancora in possesso di Lord Dudley, sono in mostra nella “Nationals exhibition of works of art” in Leeds (3).
1885
«3G» dopo la morte di Dudley sono acquistate dal Duc d’Aumale per la sua collezione nel castello Condé a Chantilly (3). Il Duc d’Aumal (Henri d’Orleans, 5. figlio di Louis-Philippe) riunisce a Chantilly la sua grande raccolta d’opere d’arte attuata in parte anche in esilio. Già nel 1884 prese la decisione di lasciare il castello e la collezione d’arte all’”Institut de France”, con la condizione e proibizione, che alcuncosa dell’eredità venga trasferita e neanche imprestata.
1897
Con il decesso del duca, le «3G» di Raffaello e tanti altri capolavori d’arte si possono ammirare solamente nel Musée Condé.
Lit.: (1) Mannilli; (2) G. Barberini; (3) Arch. Musée Condé; (4) M. Passavant; (5) R.Wiecker); (6) F. Lugt; (7) G.F. Waagen; (8) Benezit.
Bildnachweis: https://it.wikipedia.org/wiki/Sogno_del_cavaliere