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De divina proporzione

3grazien_pentagr_beidesDa quando nel 1823 l’ Allegoria delle “Tre Grazie” fece parte delle tante opere d’arte italiana che andarono ad arricchire rinomate collezioni britanniche,  da coloro che ebbero l’occasione di vedere in originale il dipinto, fu sempre con grande rispetto ammirata dal fatto di essere l’accertata autentica opera creata dalla mano del grandissimo Raffaello. Ma probabilmente rimase incompresa e sconosciuta, sotto l’aspetto di un dipinto celante  proporzioni e principi formali dell’arte arcaica. Elementi ancora mancanti nelle fondamenta dell’arte del Primo Rinascimento.

Difatti nel dipinto, insieme a squisita bellezza estetica, regna un grande equilibrio armonico dovuto all’impiego della “razione d’oro” dove è presente più volte. Ciò che Raffaello a 24 anni, già ricco di innata genialità e con fonte anche da studi da lui estratti dal gruppo marmoreo nella Libreria del duomo di Siena, la  applica nel disegno della composizione delle figure femminili delle tre Grazie.

Già nel 1497 a Milano, Luca Pacioli riferendosi a Fabonacci e all’ Alberti, descrive in “de divina proporzione” i suoi studi, pubblicati nel 1507 a Venezia con le illustrazioni disegnate dal suo intimo amico Leonardo.

sezione-aurea1Configurare il corpo umano in un sistema di proporzioni e misure ed in  forme geometriche, aspirato ed illustrato anche oltr’alpe (Durer, Agrippa), come pure l’idea che la bellezza si possa rappresentare in cifre, resterà vigente (W.W.Story, Le Corbusier) fino ai nostri giorni con il rapporto 1,6180339 …

logoIl pentagono, è simbolo dell’armonia perché le sue diagonali formano il pentagramma  che origina la sezione aurea. Iscritti insieme in una circonferenza formano la stella a 10 punte o doppio pentagramma, anche principio della perfetta proporzione riducibile ed aumentabile. Una struttura geometrica di linie in cui si possono posizionare costruzioni architettoniche, figure umane e forme della natura, della botanica, geologia e fisica.