Per la prima volta online si può raffrontare su questa Website, una versione dipinta su porcellana delle tre Grazie di Marie-Victoire Jaquotot inspirata dalla versione Raffaello, che a sua volta prese spunto da opere risalenti all'epoca romana. Poter accedere in stretta amicizia alla tavoletta originale sulla quale Raffaello dipinse in adeguatezza rinascimentale il simbolico motivo delle tre Grazie, la pittrice Jaquotot trovò l'occasione di realizzare una sua personale interpretazione della graziosità, bellezza e amabilità, nel senso e nel tempo di quel classicismo dei primi decenni del 1800, in cui essa vive. Con la sua arte, la minuziosa pittura su porcellana raggiunse un livello di perfezione rimasto insuperato nella storia dell'arte della ceramica europea. Molto ingaggiata da "Sèvres" a Parigi e con un proprio atelier ed una scuola di pittura, Marie-Victoire Jaquotot già da vivente riceve onorificenze dai rispettivi regnanti ed anche apprezzamenti da case reali europee. Su i suoi eccellenti lavori, riferiscono la "Revue Encyclopédique" e altri periodici d'arte, commenti e pubblicazioni anche all'estero di eminenti storici d'arte, come anche nell' importante "Nagler- Lexikon" ed. 1838, pagine 480 e 481.
Sopratutto conosciuta per le sue riproduzioni su porcellana di opere di Raffaello e altri grandi artisti, in questo settore il suo lavoro è molto richiesto sebbene è noto che, in certe parti del motivo da copiare, di proprio parere fa piccoli miglioramenti e corretture, aggiunge anche alcuni dettagli che lei ritiene sia importante mostrarli. A termine e ben gradita, l’opera da lei copiata appare come se l’originale fosse stato liberato dal velo delle vecchie vernici.

Solamente da un raffronto diretto con l’immagine delle Grazie dipinta da Raffaello, si può constatare che le modificazioni di Jaquotot sono meditate, ingegnose, di carattere simbolico rilevanti. Da subito è percepibile come l'arido e luogo è tramutato in un mite ambiente dove Aglaia, Eufrosine e Talia, in perfetta bellezza femminile si accingono, con una mano sulla spalla dell'altra, a danzare. Ogni una tiene in mano il frutto dal magico colore dorato, che attira anche il loro sguardo. Il prodigioso dono, che Venere ha destinato a chi lo merita, e che viene offerto dalle sue aiutanti.

In maniera stupenda, a Jaquotot riuscì l'esecuzione in colori verificabili, anche mescolati con proprie ricette, di questa simbolica immagine. L’armonia ed il gioco della luce diffusa di Raffaello è presente, entro la quale anche la scena si svolge tra il reale e il fantastico. Il mediterraneo paesaggio fluviale di tarda estate, diventa verdeggiante, ed anche l’azzurro del cielo si intona in un leggero ultramarino dove le nuvole segnalano un mondo privo di siccità. Con la sua impareggiabile maestria nel dipingere con speciali tratti di pennello l’incarnato, così difficile da risolvere con colori a smalto, a Jaquotot riesce di dipingere in modo stupendo, in tutte le sue delicate sfumature, la naturale ignuda giovanile bellezza delle Grazie.
Marie Victoire Jaquotot
Marie-Victoire Jaquotot
Con la mano virtuosa che richiede il lavorare in miniatura, Marie-Victoire Jaquotot dipinge e modifica in straordinaria finissima esecuzione, l’addobbamento delle Grazie. Anche loro, come nel Raffaello, sono adornate con gioielli offerti dal mare, proave elemento della vita, ma invece di rossi coralli portano collane di candescenti perle, da millenni simbolo di amore, fortuna e […]
Interessanti dettagli
La lastra di porcellana misura 23,2 cm in larghezza e 21,5 cm. in altezza. Sulla superficie vetrata il motivo non è centralmente dipinto, e nelle misure di 17,5 cm x 20 cm. Sul retro, posizionata fra la lettera «P» e la cifra «8» (8 once) si trova l’aquila coronata con lo scettro e la sfera negli […]
L’Arte su Porcellana
A chi ama la porcellana e trova momenti di gioia nel ammirare, dipinta su questo medium, una stupenda interpretazione allegorica che personifica la graziosità, la bellezza e l’amabilità, è opportuno che sia informato dell’esistenza di questa straordinaria versione delle tre Grazie, rimasta fino a una decina di anni fa sconosciuta nel mondo dell’arte della porcellana. […]
Le tre Grazie nell’arte
L’allegoria della gratitudine in 2 millenni
Il tema mitologico delle Grazie, abbinato all’iconografia di Venere, fu da sempre fonte e ispirazione ad artisti pittori, scultori e artigiani le cui opere vengono fatte conoscere con l’invenzione della stampa in più esemplari su fogli di carta. Eccellentissimo nel riprodurre opere d’arte con incisioni su rame fu Marcantonio Raimondi (1480-1534). A Roma nel […]
Il dittico allegorico di Raffaello
Le “tre Grazie” e il “sogno del cavaliere”, dipinte in forma di dittico, forse per il fronte di una cassapanca, furono commissionate dai familiari in occasione della festa della confirmazione di Scipione di Tommaso di Borghese (1493-1563). Un regalo come esortazione ad affrontare ed a scegliere la giusta vita coronata da successo. Le due tavolette […]
De divina proporzione
Da quando nel 1823 l’ Allegoria delle “Tre Grazie” fece parte delle tante opere d’arte italiana che andarono ad arricchire rinomate collezioni britanniche, da coloro che ebbero l’occasione di vedere in originale il dipinto, fu sempre con grande rispetto ammirata dal fatto di essere l’accertata autentica opera creata dalla mano del grandissimo Raffaello. Ma probabilmente […]